Francavilla al Mare: volevano uccidere Bonanni? Arrestati 3 abruzzesi

21/10/2014 - Volevano davvero uccidere Raffaele Bonanni? E’ questo che continuano a chiedersi gli inquirenti, che dopo circa 7 mesi hanno individuato e arrestato tre abruzzesi, con l’accusa di aver piazzato un ordigno rudimentale davanti all’abitazione dell’ex segretario nazionale della Cisl (foto).

Oltre alle caratteristiche della bomba, mai esplosa, ad alimentare i dubbi degli investigatori c’è il fatto - tutt’altro che secondario - che ad allertare le forze dell’ordine sia stata proprio una telefonata anonima effettuata da uno degli indagati.

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 20 ottobre, sono finiti in manette Davide Nunziato e la moglie Valeria Di Stefano, entrambi di Pescara ma residenti a Francavilla al Mare. Stesso provvedimento anche per un giovane di Guardiagrele (CH), Donato Colasante.

L’arresto, scattato su ordine della Procura dell’Aquila, rimanda a un capo d’accusa che mette i brividi: minaccia all’ordine pubblico aggravata da eversione all’ordine democratico (la Di Stefano, ai domiciliari, dovrà rispondere solo di detenzione illegale di armi). Tuttavia, sono ancora moltissimi i dubbi sulle reali intenzioni dei tre e sull’effettiva volontà di colpire l’ex leader della Cisl.

Tutto ha avuto inizio lo scorso 21 marzo, quando una telefonata anonima avvertiva i Carabinieri della presenza di una bomba nei pressi dell’abitazione di Bonanni a Francavilla al Mare. Una bomba che però, come detto, non è mai esplosa. Da successive indagini condotte dalla Questura di Chieti, gli inquirenti riuscivano a risalire all’autore della chiamata, ovvero Davide Nunziato. Perché l’uomo avrebbe avvertito i carabinieri prima di un'esplosione che poi non c’è mai stata? Si trattava solo di una intimidazione, di un ‘messaggio’ rivolto al sindacalista? Oppure, come ipotizzato dagli stessi inquirenti, poteva trattarsi di una sorta di ‘prova’ in vista di una operazione meglio articolata?

Mentre le forze dell’ordine eseguivano l’arresto di Nunziato, prelevato dal suo appartamento a Francavilla al Mare e rinchiuso nel carcere di Chieti (la moglie resterà ai domiciliari), è emerso un nuovo dettaglio: a quanto pare, l’abitazione degli indagati sarebbe vicinissima a quella di Bonanni, sul lungomare di Francavilla. Nel corso di una perquisizione eseguita lo scorso luglio nella casa di Nunziato, gli agenti della Squadra Mobile di Chieti avevano sequestrato due pistole e un fucile, munizioni e alcuni foglietti che riportavano istruzioni su come costruire bombe artigianali.

I tre saranno ascoltati nei prossimi giorni dal magistrato della Procura dell’Aquila, Antonietta Picardi.

Nato a Bomba (CH) nel 1949, Raffaele Bonanni è stato segretario generale della Cisl per 8 anni, dal 2006 fino alle dimissioni presentate lo scorso 8 ottobre.





Questo è un articolo pubblicato il 21-10-2014 alle 10:55 sul giornale del 22 ottobre 2014 - 808 letture

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