Camera di Commercio, bufera su fusione Chieti-Pescara. Becci nel mirino: ‘Sei un bagnino’

12/05/2015 - Facendo seguito a quanto già avvenuto nei mesi scorsi a Pescara, il Consiglio della Camera di Commercio di Chieti ha approvato definitivamente a larga maggioranza l’avvio della fusione tra le C.C.I.A.A. dei due capoluoghi.

La decisione, largamente prevista dopo le discussioni degli ultimi giorni, evidentemente non è andata giù ad un gruppo di manifestanti, che hanno esposto uno striscione dai toni decisamente polemici. Nel mirino della protesta è finito Daniele Becci (foto), da poco confermato alla guida della Camera di Commercio di Pescara, definito ‘bagnino’. Lo striscione, che inneggia anche a ‘Chieti protagonista’ è stato esposto nei pressi del parcheggio dell’Ente camerale teatino. Oltre alla storica rivalità campanilistica tra Chieti e Pescara, la vicenda in questi giorni sta assumendo forti valenze politiche, anche in considerazione del fatto che nel capoluogo teatino è in pieno svolgimento la campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale.

Ma c’è di più: ad animare la protesta dei manifestanti c’è il sospetto che la fusione finirebbe per avvantaggiare soprattutto la città adriatica, con la ‘regia’ dello stesso Becci e di Roberto Di Vincenzo, neo presidente della Camera di Commercio di Chieti ma pescarese doc.

Come ricordato dallo stesso Di Vincenzo, il nuovo colosso, che vanta oltre 96 mila imprese (Chieti: 53.781 – Pescara: 42.794), fa riferimento ad un territorio con una estensione geografica ed una densità di popolazione tali da assumere un peso considerevole a livello nazionale.





Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2015 alle 12:19 sul giornale del 13 maggio 2015 - 655 letture

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