Ancona: rapinavano banche in parrucca bionda ed occhiali. Scoperti rapinatori autori di colpi tra Marche ed Abruzzo

Polizia generico 10/07/2015 - Sono stati gli stessi due palermitani, professionisti del crimine, a realizzare cinque rapine in diverse banche marchigiane e una abruzzese tra il 19 settembre 2013 e il 27 maggio 2014. Questo è quanto emerge dall'indagine della Squadra Mobile di Ancona, diretta da Virgilio Russo, e in collaborazione con la Procura della Repubblica.

È stata emessa giovedì sera l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due rapinatori seriali di banche dal Gip di Ancona Antonella Marrone. Si tratta dei palermitani Antonio Di Mauro (cinquant’anni, detenuto ad Ascoli) e Domenico Ferrara (cinquantadue, carcerato a Palermo), pluripregiudicati per reati contro il patrimonio.

Erano già agli arresti dal 21 maggio 2014, quando sono stati colti in flagrante all’uscita dall’ultima rapina, che alla Banca Marche di Ascoli Piceno gli aveva fruttato centomila euro. Le indagini della Squadra Mobile del capoluogo marchigiano, con il sostegno del Sostituto Procuratore della Repubblica Mariangela Farneti hanno permesso di attribuire ai due siciliani altre quattro rapine tra Marche e Abruzzo. Si tratterebbe quindi di due veri e propri professionisti del crimine.

Tutto è iniziato il 19 settembre del 2013 con la Tercas di via Ascoli Piceno, in cui riuscirono ad appropriarsi di novantamila euro. Due mesi dopo, il 20 novembre, è toccato alla Banca Marche di via Gigli perdere centotrentasettemila euro sempre per mano loro. Tra questa e la rapina alla Banca dell’Adriatico di Civitanova Marche è passato un solo giorno (21 novembre), ma il bottino è stato di altri centomila euro. Il colpo più grosso però è stato quello del 30 gennaio 2014 alla Banca Marche di Chieti, col quale hanno portano a casa centoottantasettemila euro.

Le rapine sono avvenute sempre con la stessa modalità. Due uomini con parrucca bionda e occhiali entravano in banca armati di coltellini e seminavano il panico. Rapivano dipendenti e clienti chiudendoli nei bagni o negli sgabuzzini e portavano via quanto potevano in una mezz’ora. Nel caso dell’ultima rapina si erano presentati come finanzieri in borghese. 


di Enrico Fede
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Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2015 alle 13:39 sul giornale del 11 luglio 2015 - 676 letture

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